Docet Home, Consultazione di Idee

Valorizzare significa rispettare il contesto, seguire e reinterpretare ciò che è identità storico compositiva locale, significa poter utilizzare materiali locali, riciclabili e performanti. Per questo motivo l’intervento cerca di rispettare il più possibile il manufatto esistente, adeguando gli spazi all’interno di esso racchiusi, alle funzioni previste dal bando. Massima priorità è stata data alla flessibilità ovvero la possibilità di fruire l’edificio ed il parco in momenti diversi, da parte di molteplici tipologie di utenti con finalità distinte o complementari tra loro.

Fatta tale premessa è necessario porre l’attenzione sui vincoli presenti, specialmente quello paesaggistico, il quale impone, per certi versi, un rispetto profondo dell’esistente, sia che si parli di architettura rurale che di attività agricola. La stretta relazione cioè tra manufatto ed ambiente circostante. Partendo da questo dato di fatto, le linee progettuali adottate, individuano la volontà di recuperare il fabbricato secondo criteri di sostenibilità morfologico-funzionale, tramite l’impiego di materiali semplici, come il laterizio, l’argilla, il legno ed il ferro, riconducibili alla realtà locale. La forma che ne risulta è una rivisitazione delle forme tipiche dell’alto mantovano, caratterizzato da “corti aperte”, agglomerati funzionali compatti, liberi di gestire il territorio e le sue peculiarità. L’andamento delle falde è rimasto fedele allo stato di fatto, in tal senso, l’edificio si “ricolloca” in maniera discreta, nel contesto. L’edifico dialogo con l’intorno valorizzando il paesaggio rurale prospiciente. Per questo motivo gli unici due elementi che volontariamente emergono sono il volume centrale di interconnessione, il quale genera un aumento di 390 mc senza però aumento di superficie coperta e, la “gelosia”, che grazie alla sua semplice semitrasparenza collega il tutto, avvolgendo i blocchi funzionali tramite un percorso panoramico posto al piano primo. A tal fine l’edificio non solo racchiude servizi ma diventa anche elemento caratterizzante del luogo senza però stravolgere il concetto di corte aperta.

Un vincolo importante è quello dato dei veri protagonisti cioè i bambini, con tutte le loro qualità! Per tale motivo si è cercato di ridurre al massimo i cambi di quota, di fatto solo due, che sono abbattuti tramite scale, ascensore e rampa, idonei alle diverse casistiche. Gli spazi sono luminosi, aperti, ricchi di materiali e superfici differenti e stimolanti. È altresì possibile ottenere spazi più piccoli, intimi, speciali, per chi ne avesse bisogno. La gelosia progettata ha il compito di rendere l’atmosfera interna magica, grazie ai giochi di luce, al ritmo dei fori e al senso di protezione ma non di costrizione che essa è in grado di generare. La parte del leone viene svolta dal verde che penetra nell’edificio ed interagisce con esso. Sono state previste “situazioni” stimolanti grazie l’impiego di essenze autoctone, le quale educano e stimolano i bambini ad interagire con l’ambiente circostante.

Le murature sono recuperate, ove possibile, tramite lavori di consolidamento ed efficientamento energetico, non bisogna infatti dimenticare l’inerzia termica che le murature possiedono per loro stessa definizione, e la capacità traspirante che possono garantire, in oltre si riuscirebbe a recuperare più materiale possibile.

Le nuove vetrate rispecchiano e valorizzano le forometrie esistenti, basandosi su tre fattori fondamentali luce-calore-ventilazione naturali: grandi aperture per apportare luce e calore (asciugare e proteggere le granaglie prima, riscaldare e proteggere gli utenti nelle sale polivalenti ora). Piccole aperture destinate a ventilare correttamente gli ambienti, garantendo un livello di privacy ottimale. Ove necessario sostituire le parti ammalorate si procederà attraverso l’impiego di telai in legno x-lam. L’impianto sarà suddiviso in sottocentrali, una per ogni step-funzione, integrato con energia elettrica e calore prodotti da fonti rinnovabili.

Il valore di Docet Home non risiede solo nella volontà di recuperare un bene architettonico ma nel donare una serie di servizi fondamentali alla comunità, ovvero necessari al mantenimento della coesione sociale di un luogo, di chi ci vive e di chi vorrà viverci. Per tale motivo la destinazione d’uso del fabbricato individuata è duplice: FATTORIA DIDATTICA E AGRINIDO.

autori: arch. Roveri Alessandro, arch. Martina Predari